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Sicurezza e protezione dei dati

Quando prenoti al centro di Casilina non apri una scheda nuova: entri con lo stesso account che vale in tutta la rete Santagostino, dalla Lombardia al Lazio. È la ragione per cui non devi ripetere i tuoi dati a ogni visita, ed è anche la ragione per cui vale la pena capire come funziona la parte che non si vede. Se un referto può seguirti da una sede all’altra, le domande che contano sono tre: chi può aprirlo, come si fa a impedirglielo, e per quanto tempo resta lì. Questa pagina risponde a tutte e tre.

Chi risponde dei tuoi dati

Il titolare del trattamento è Società e Salute S.p.A., sede legale in via Temperanza 6, 20127 Milano (P.IVA 03740811207, C.F. 05128650966), società del Gruppo Assicurativo Unipol. È un dato che non cambia da centro a centro: la sede di Casilina eroga la prestazione, ma chi decide finalità e modalità del trattamento — e chi risponde davanti al Garante — resta uno solo per l’intera rete.

Perché i dati sanitari hanno una tutela più alta degli altri

Il trattamento segue il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il Codice Privacy italiano (D. Lgs. 196/2003). Le informazioni sulla salute non sono dati come gli altri: la legge le colloca tra le categorie particolari, quelle a cui riserva le garanzie più stringenti. Vengono trattate sotto la responsabilità di professionisti sanitari e della Direzione Sanitaria, in conformità alle Autorizzazioni Generali del Garante nn. 2/2016, 8/2016 e 9/2016.

Le finalità sono elencate una per una nell’informativa pazienti, e conviene distinguerle. Da un lato prevenzione, diagnosi, cura e verifica della qualità del percorso; dall’altro le attività amministrative che ne discendono — prenotazione, promemoria, fatturazione, consegna dei referti — e gli obblighi di legge. Marketing, profilazione e ricerca stanno su un binario separato: hanno basi giuridiche proprie e, dove serve, richiedono un consenso specifico che puoi negare o revocare quando vuoi, senza che questo tocchi in alcun modo la prestazione che hai prenotato.

Il principio che regola gli accessi

Nessuno vede più di quanto il proprio compito richieda. I dati arrivano nella misura minima necessaria al medico che eroga la prestazione, agli altri professionisti coinvolti nel tuo percorso di cura, al personale amministrativo, infermieristico e tecnico autorizzato — tenuto alla riservatezza per legge o per contratto — e ai fornitori di servizi collegati alla prestazione sanitaria: informatici, bancari, assicurativi, contabili, fiscali, legali. Questi ultimi operano come responsabili del trattamento, sulla base di un accordo contrattuale.

I dati personali non vengono diffusi in nessun caso, salvo che lo imponga la legge o un’Autorità. C’è poi un diritto che quasi nessuno usa perché quasi nessuno sa di averlo: l’elenco dei responsabili esterni del trattamento è disponibile su richiesta. Puoi farti dire per iscritto a quali soggetti terzi passano le tue informazioni.

Il Dossier Sanitario si attiva solo se lo vuoi

Il Dossier Sanitario raccoglie nel tempo referti, esami e immagini diagnostiche delle prestazioni che hai ricevuto, e permette a chi ti visita di partire dal quadro completo invece di ricostruirlo dalle tue risposte. Nasce esclusivamente con il tuo consenso esplicito.

Rifiutarlo non pregiudica nulla: la prestazione viene erogata comunque, e in assenza di Dossier ogni documento resta visibile al solo professionista che lo ha redatto, condivisibile con altri soltanto se sei tu ad autorizzarlo. Se invece lo attivi, puoi chiedere che venga popolato anche con le prestazioni svolte prima dell’attivazione. E puoi tornare indietro: la revoca del consenso è sempre possibile, e da quel momento il Dossier smette di essere alimentato.

Quello che il Dossier non contiene mai

C’è una categoria che resta fuori per scelta della rete, quale che sia il consenso che hai dato: i dati a maggior tutela dell’anonimato. Rientrano qui le informazioni relative a prestazioni psicologiche e psichiatriche, violenza sessuale e pedofilia, sieropositività (HIV e AIDS), uso di sostanze stupefacenti e abuso di alcol, interruzione volontaria di gravidanza.

Quella documentazione resta accessibile al solo professionista che l’ha prodotta e può essere condivisa unicamente con un tuo consenso esplicito e specifico. Per le prestazioni psicologiche e psichiatriche è una scelta della rete, con un effetto molto concreto: il tuo percorso psicologico non compare accanto agli esami del sangue quando un altro specialista apre il Dossier.

Due diritti poco conosciuti: oscurare e sapere chi ha guardato

Il primo è l’oscuramento. Puoi chiedere durante la visita che quella specifica prestazione non entri nel Dossier, oppure chiedere in qualsiasi momento che una o più prestazioni già presenti smettano di essere visibili agli altri professionisti. L’operazione è reversibile e viaggia con una garanzia ulteriore prevista dalle Linee guida del Garante: il sistema non segnala a chi consulta il Dossier che una parte è stata nascosta — il cosiddetto “oscuramento dell’oscuramento”. Così anche la scelta di oscurare resta riservata.

Il secondo è la visione degli accessi: puoi chiedere in ogni momento l’elenco di chi ha consultato il tuo Dossier, con data e ora di ciascun ingresso. Gli accessi sono protetti da autenticazione e tracciati da sistemi di controllo.

Due scadenze da non confondere

Il consenso al Dossier ha un orizzonte di cinque anni. Trascorsi cinque anni dall’ultima prestazione ti viene chiesto se vuoi mantenerlo attivo e, nell’attesa della risposta, il Dossier viene temporaneamente oscurato. Non si perde nulla: il patrimonio informativo resta conservato, semplicemente nessun professionista vi accede tranne chi ha redatto i singoli documenti.

La documentazione sanitaria e amministrativa segue invece i termini della normativa di settore: quindici anni dall’ultima prestazione erogata, salvo i casi in cui la legge o la tutela di un diritto richiedano un periodo maggiore. È il motivo per cui cancellare l’account online non cancella i referti: sono due cose diverse, e la seconda non è nella disponibilità né tua né della struttura.

I referti online e chi può ritirarli

Il referto digitale vive nella tua Area Referti, su sito e app mySantagostino, protetta da credenziali personali. Il primo sblocco richiede il codice paziente, che trovi sulla fattura o sul referto cartaceo e che puoi ritirare di persona a un desk, previa verifica dei dati. Dalla stessa area puoi condividere un documento via email con uno specialista o con il tuo medico di famiglia: la condivisione parte sempre da te, non avviene in automatico.

Se mandi qualcun altro a ritirare, servono il modulo di delega firmato e una copia del tuo documento d’identità: senza, la consegna non avviene. Per due categorie la legge non ammette deleghe — gli esiti degli esami genetici e del test HIV si ritirano solo di persona, in sede, dalle ore 11 fino alla chiusura.

Quando i dati escono dall’Unione Europea

Alcuni servizi comportano un trasferimento di dati fuori dall’Unione Europea. Avviene soltanto verso Paesi o organizzazioni coperti da una decisione di adeguatezza della Commissione Europea, oppure sulla base delle altre garanzie previste dal capo V del GDPR. Anche in questo caso l’elenco dei soggetti coinvolti, con il servizio per cui sono impiegati, è disponibile su richiesta dell’interessato.

Cosa puoi chiedere, e a chi

Il GDPR ti riconosce i diritti di accesso e copia, rettifica, cancellazione, limitazione del trattamento, opposizione e portabilità, oltre alla possibilità di ottenere l’elenco dei responsabili del trattamento. Se ritieni che i tuoi diritti non siano stati rispettati puoi rivolgerti in qualsiasi momento al Garante per la protezione dei dati personali, anche con un reclamo formale.

Per esercitarli puoi scrivere a privacy@santagostino.it oppure al Responsabile della protezione dei dati all’indirizzo dpo@santagostino.it.

Minori e persone con rappresentanza legale

Per i minori e per le persone prive in tutto o in parte di autonomia il consenso al Dossier è espresso da chi ne ha la rappresentanza legale: esercenti la responsabilità genitoriale, tutore, curatore o altro soggetto autorizzato dal giudice tutelare. Alla prima prestazione successiva al compimento dei diciotto anni la domanda viene rivolta al diretto interessato, che decide con un consenso autonomo ed esplicito se mantenere attivo il proprio Dossier.

Domande frequenti

Ho fatto una seduta di psicoterapia: finisce nel Dossier Sanitario?

No. Le prestazioni psicologiche e psichiatriche sono escluse dal Dossier per scelta della rete, insieme agli altri dati a maggior tutela dell’anonimato. Restano visibili al solo professionista che le ha erogate, salvo un tuo consenso esplicito alla condivisione.

Se faccio una visita a Casilina e una in un’altra sede, il medico vede entrambe?

Solo se hai attivato il Dossier Sanitario e la prestazione non rientra tra quelle escluse o da te oscurate. Senza consenso al Dossier, ogni documento resta visibile al solo professionista che lo ha redatto.

Posso sapere chi ha consultato il mio Dossier?

Sì. Puoi chiedere in qualsiasi momento l’elenco degli accessi, con data e ora di ciascuno: è un diritto previsto dalle Linee guida del Garante in materia di dossier sanitario.

Se cancello l’account, sparisce anche lo storico clinico?

No. La documentazione clinica è soggetta ai termini di conservazione imposti dalla normativa sanitaria — quindici anni dall’ultima prestazione — e non può essere rimossa su richiesta. La cancellazione riguarda i dati del tuo account online.

Posso mandare un’altra persona a ritirare i miei referti?

Sì, con il modulo di delega firmato e la copia del tuo documento d’identità. Fanno eccezione gli esiti degli esami genetici e del test HIV, che per legge si ritirano solo di persona.