Per valutare una struttura sanitaria bastano tre domande: chi ha rilasciato il titolo che autorizza l’attività, chi verifica dall’esterno che le procedure vengano rispettate, e cosa succede quando qualcosa va storto. Su tutte e tre il Santagostino pubblica dati verificabili, e su tutte e tre questa pagina prova a rispondere per il centro di Casilina.
Il titolo che autorizza l’attività
Nel Lazio il percorso è diverso da quello lombardo. Mentre in Lombardia le strutture operano sulla base di un’istanza protocollata a livello comunale o di ATS, le sedi romane del Santagostino esibiscono un provvedimento della Regione Lazio: gli altri centri della Capitale riportano determinazioni nella forma “Aut. n. G…”, con numero di protocollo e data pubblicati nella pagina Direzione Sanitaria di santagostino.it.
Il titolo autorizzativo non è un adempimento di facciata. Attesta che ambienti, apparecchiature, dotazione di personale e procedure operative rispondono ai requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi che la normativa regionale impone per erogare prestazioni ambulatoriali. È il presupposto senza il quale una struttura non potrebbe ricevere un solo paziente, e si articola per tipologia di attività: una stessa sede può avere provvedimenti distinti per l’ambulatorio specialistico, il punto prelievi, l’odontoiatria o la diagnostica per immagini.
Una certificazione che nessuna legge impone
Per una struttura sanitaria privata certificarsi non è un obbligo: è una scelta. Ad aprile 2026 il Santagostino ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015, rilasciata da Bureau Veritas Italia, riferimento internazionale per i sistemi di gestione della qualità. Il certificato attesta che i processi organizzativi e assistenziali rispondono a criteri di efficacia, sicurezza e orientamento al paziente, secondo un modello di miglioramento continuo verificato da un ente terzo indipendente.
Ha validità triennale ed è soggetto ad audit di sorveglianza annuali. Il senso della scelta sta lì: rendere la qualità misurabile da un soggetto esterno, invece che semplicemente affermata.
Il campo di applicazione dichiarato nella Politica della Qualità — emessa il 1° dicembre 2025 — copre l’erogazione di prestazioni sanitarie polispecialistiche di diagnosi e cura, la day surgery, la diagnostica per immagini, l’endoscopia digestiva, il laboratorio, la fisioterapia e i punti prelievi. Non solo le visite, quindi, ma anche le attività a maggiore complessità tecnica.
Come si misura la qualità, in concreto
Il sistema di gestione poggia su una Politica della Qualità definita dall’Alta Direzione, che fissa impegni verificabili: riesame annuale della direzione, adozione del ciclo Plan-Do-Check-Act su tutti i processi, gestione strutturata delle non conformità — reclami, errori ed eventi avversi vengono indagati, classificati e seguiti da azioni correttive per impedirne la ripetizione.
Le prestazioni sono monitorate con indicatori dichiarati: tasso di reclami, soddisfazione dei pazienti misurata con NPS, rispetto delle procedure standard. È il punto in cui un sistema di gestione smette di essere un documento e diventa un meccanismo: se un indicatore peggiora, il riesame obbliga a intervenire.
La Direzione Sanitaria
La responsabilità clinica fa capo alla Direzione Sanitaria, che vigila su appropriatezza delle cure, rispetto delle procedure e requisiti igienico-organizzativi. La struttura è a due livelli: una Direzione Sanitaria Generale, affidata al Dott. Giuseppe Ambrosino, specialista in Anestesia e Rianimazione, e una rete di responsabili regionali e di direttori sanitari locali, uno per ciascuna sede, con deleghe specifiche per odontoiatria, diagnostica per immagini, chirurgia e riabilitazione.
L’architettura risponde a un problema reale delle reti estese: la responsabilità clinica non può essere generica. Ogni paziente, in ogni centro, ha un direttore sanitario identificabile per nome, e l’elenco completo è pubblicato per regione.
Per il centro di Casilina il riferimento è il Dott. Francesco Fabbiano, specialista in Radiodiagnostica e Responsabile della Diagnostica per immagini per la regione Lazio.
Le radiazioni, e chi risponde del loro uso
Dove si eroga diagnostica per immagini valgono obblighi ulteriori. TAC, risonanza magnetica, radiologia tradizionale e mammografia comportano la giustificazione clinica di ogni esame, l’ottimizzazione delle dosi, controlli periodici di qualità sulle apparecchiature e figure professionali dedicate, secondo l’impianto del D. Lgs. 101/2020 in materia di radioprotezione.
In pratica significa due cose: che nessun esame radiologico viene erogato senza una valutazione clinica che lo giustifichi — è anche la ragione per cui la prescrizione medica è obbligatoria per prenotarlo — e che le apparecchiature sono soggette a verifiche documentate indipendenti dal loro normale funzionamento.
A Casilina è attivo un polo di diagnostica per immagini con risonanza magnetica, radiografie, TAC, mammografia e servizio ecografico. In base al D. Lgs. 101/2020, le figure previste sono il responsabile dell’impianto radiologico, l’esperto di radioprotezione e il medico autorizzato.
Cosa succede quando qualcosa va storto
La Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) impone alle strutture sanitarie di rendere pubblici i dati sui risarcimenti liquidati negli ultimi cinque anni. Il Santagostino pubblica la serie completa: 61 sinistri aperti tra il 2020 e il 2025, pari allo 0,0011% delle prestazioni erogate, per un costo complessivo dei sinistri chiusi di circa 173.000 euro, lo 0,045% del fatturato.
A copertura opera una polizza con Unipol per la Responsabilità Civile verso Terzi, verso i Prestatori di Lavoro e per la Responsabilità Civile Professionale Sanitaria, con un massimale per sinistro di 5 milioni di euro.
Il rapporto con il Servizio Sanitario Nazionale
Meglio dirlo senza ambiguità: il Santagostino è una rete privata non convenzionata con il SSN. Accedi alle visite specialistiche senza impegnativa, le esenzioni per patologia non si applicano e le tariffe restano a carico tuo, della tua assicurazione o del fondo convenzionato, con la detrazione fiscale del 19% prevista per le spese sanitarie.
A rendere i prezzi accessibili non è quindi il convenzionamento pubblico, ma il modello: volumi elevati, organizzazione efficiente, uso intensivo del digitale per contenere i costi operativi. La rete nasce nel 2009 da Oltre Venture, prima società italiana di venture capital sociale, ed è entrata a fine 2022 nel Gruppo Unipol, che ne ha rilevato l’intero capitale sociale.
Chi visita nei centri Santagostino
Vale una regola sola: operano esclusivamente medici laureati e specializzati, liberi professionisti provenienti dalle principali realtà ospedaliere e universitarie, selezionati per competenza ed esperienza documentata. Il riscontro dei pazienti è pubblico e verificabile sulla scheda di ciascun professionista, dove le recensioni sono consultabili prima di prenotare.
La qualità clinica è presidiata anche a monte del singolo atto: procedure cliniche codificate, cartella clinica elettronica condivisa dall’équipe, percorsi definiti per la preparazione e il recupero degli interventi ambulatoriali, linee guida interne sui trattamenti integrativi conformi alle raccomandazioni del Consiglio Nazionale della FNOMCeO, e una Carta dei Servizi che dichiara standard, diritti e doveri.
Domande frequenti
Autorizzazione sanitaria e ISO 9001:2015 sono la stessa cosa?
No, e la differenza conta. L’autorizzazione è un requisito di legge, rilasciato dall’ente pubblico competente dopo la verifica dei requisiti: senza, la struttura non potrebbe operare. La ISO 9001:2015 è una certificazione volontaria, verificata periodicamente da un ente terzo indipendente, che riguarda il sistema di gestione della qualità e non la singola prestazione.
Chi rilascia l’autorizzazione a una struttura privata nel Lazio?
Il provvedimento è regionale: le sedi romane del Santagostino operano sulla base di determinazioni della Regione Lazio, i cui estremi sono pubblicati nella pagina Direzione Sanitaria del sito di rete.
Chi è il direttore sanitario del centro dove faccio la visita?
Ogni sede ha un direttore sanitario identificabile per nome, indicato nella pagina Direzione Sanitaria insieme ai responsabili regionali e alla Direzione Sanitaria Generale. Per il centro di Casilina è il Dott. Francesco Fabbiano.
Pubblicate i dati sui contenziosi?
Sì, come previsto dalla Legge Gelli-Bianco: numero di sinistri per anno di apertura, incidenza sulle prestazioni erogate e costo dei sinistri chiusi rapportato al fatturato sono pubblicati nella pagina Qualità.
Le prestazioni che non trovo a Casilina posso farle altrove?
Sì. Le specialità disponibili variano da sede a sede in base agli spazi e alle apparecchiature autorizzate, ma le agende appartengono a un’unica rete: se una prestazione non è erogata qui, la trovi prenotabile in un altro centro, con gli stessi standard e lo stesso sistema di gestione della qualità.