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Visita gastroenterologica a Roma Casilina: quando farla e come si svolge

La visita gastroenterologica al Santagostino Roma Casilina dura circa 30 minuti, comprende anamnesi ed esame obiettivo dell’addome e parte da 100€. È possibile prenotarla insieme all’ecografia dell’addome superiore, eseguita nella stessa seduta, a partire da 158€.

È indicata quando i disturbi digestivi diventano ricorrenti o persistenti: bruciore di stomaco, reflusso, gonfiore, dolore addominale, alterazioni dell’alvo, difficoltà a deglutire, nausea che si ripete.

Molti di questi sintomi vengono gestiti per anni con rimedi da banco. Il problema è che quadri molto diversi tra loro — dalla gastrite alla celiachia, dalla sindrome dell’intestino irritabile alle malattie infiammatorie croniche — si presentano con sintomi simili, e solo un inquadramento specialistico permette di distinguerli.

La sede di Roma Casilina dispone di servizio ecografico, punto prelievi e diagnostica per immagini completa: gli accertamenti che il gastroenterologo prescrive più spesso si eseguono nello stesso centro.

Che cos’è la visita gastroenterologica?

La visita gastroenterologica è la valutazione specialistica dell’apparato digerente nel suo insieme: esofago, stomaco, intestino tenue, colon, retto, fegato, colecisti, vie biliari e pancreas.

Il gastroenterologo è un medico che dopo la laurea ha conseguito la specializzazione in Gastroenterologia. Si occupa di reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera, celiachia, intolleranze, sindrome dell’intestino irritabile, malattie infiammatorie croniche intestinali come morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa, diverticolosi, epatopatie, calcolosi biliare e prevenzione del tumore del colon-retto.

Il compito della visita è trasformare un sintomo generico in un’ipotesi diagnostica precisa, e stabilire quali accertamenti servono davvero. Non tutti i disturbi digestivi richiedono un’endoscopia: parte del lavoro dello specialista consiste proprio nel capire quando serve e quando no.

Quando è consigliata una visita gastroenterologica?

La soglia ragionevole è la persistenza. Un disturbo digestivo occasionale, legato a un pasto o a un periodo di stress, rientra da solo. Un sintomo che si ripete per settimane merita un inquadramento.

Sintomi che giustificano una visita:

  • bruciore retrosternale e rigurgito acido ricorrenti, soprattutto se peggiorano da sdraiati o dopo i pasti
  • dolore o bruciore allo stomaco, in particolare se legato ai pasti o notturno
  • gonfiore addominale e meteorismo persistenti
  • alterazioni dell’alvo: stitichezza, diarrea o alternanza tra le due che durano da settimane
  • dolore addominale ricorrente, localizzato o diffuso
  • nausea e vomito senza causa evidente
  • difficoltà o dolore a deglutire
  • digestione lenta e senso di pienezza precoce anche dopo pasti leggeri
  • sospetta reazione ad alimenti specifici, come glutine o lattosio

Segni che richiedono una valutazione tempestiva:

  • sangue nelle feci o feci nere
  • calo di peso non ricercato
  • anemia da carenza di ferro senza spiegazione
  • vomito ripetuto o difficoltà a deglutire che peggiora
  • comparsa di sintomi digestivi nuovi dopo i 50 anni
  • ittero, cioè colorazione giallastra di pelle e occhi

Situazioni di controllo programmato:

  • familiarità per tumore del colon-retto, celiachia o malattie infiammatorie croniche intestinali
  • monitoraggio di patologie già diagnosticate
  • valori epatici alterati riscontrati negli esami del sangue
  • riscontro occasionale di steatosi epatica o calcoli della colecisti

Come si svolge la visita gastroenterologica?

La visita dura circa 30 minuti e si articola in tre momenti.

1. Anamnesi. È la parte centrale della visita e la più lunga. Lo specialista ricostruisce i sintomi con precisione: da quanto tempo sono presenti, con quale frequenza, in che rapporto stanno con i pasti, con il sonno, con i periodi di stress. Indaga poi le abitudini alimentari, il consumo di alcol, caffè e fumo, i farmaci assunti — con particolare attenzione ad antinfiammatori, gastroprotettori e antibiotici recenti — i precedenti interventi chirurgici e la familiarità per patologie gastrointestinali. Se sono stati eseguiti esami, li esamina.

2. Esame obiettivo dell’addome. Si svolge sul lettino, con il paziente supino. Comprende l’ispezione, l’auscultazione dei rumori intestinali, la percussione e la palpazione superficiale e profonda, che permette di individuare zone dolenti, tensione della parete, aumento di volume di fegato o milza. In presenza di sintomi ano-rettali può essere indicata un’esplorazione, che viene sempre concordata e spiegata prima.

3. Conclusioni e programma. Lo specialista formula un’ipotesi diagnostica, indica gli accertamenti eventualmente necessari e imposta il trattamento, che spesso comprende sia indicazioni alimentari e comportamentali sia una terapia farmacologica.

La visita gastroenterologica è dolorosa?

No. La visita consiste in un colloquio e nella palpazione dell’addome: non prevede strumenti invasivi né prelievi.

La palpazione può risultare fastidiosa nei punti in cui è presente infiammazione o tensione, ma è proprio questa informazione che il medico sta cercando: la reazione al tocco in una zona precisa è un dato diagnostico, non un effetto collaterale. Il fastidio è momentaneo e si esaurisce con la manovra.

L’esplorazione ano-rettale, quando indicata, è imbarazzante più che dolorosa, dura pochi secondi e viene eseguita solo con il consenso del paziente.

Il timore riguarda spesso esami diversi dalla visita: gastroscopia e colonscopia sono procedure endoscopiche che si prenotano separatamente, solo se lo specialista le ritiene necessarie, e che oggi si eseguono con sedazione.

Cosa mangiare prima di una visita gastroenterologica?

Qui la risposta dipende da cosa è stato prenotato, ed è una distinzione che conviene chiarire prima dell’appuntamento.

Per la sola visita gastroenterologica non è richiesto il digiuno. Conviene però presentarsi senza aver consumato un pasto abbondante nelle ore immediatamente precedenti, perché un addome disteso rende la palpazione meno accurata. Vale anche la pena non modificare l’alimentazione nei giorni precedenti: mangiare in modo insolitamente controllato “per fare bella figura” falsa il quadro che lo specialista deve valutare.

Se la visita è associata all’ecografia dell’addome, la preparazione è più rigorosa, perché il gas intestinale ostacola la visualizzazione degli organi.

  • Nelle 24 ore precedenti vanno evitati gli alimenti che favoriscono la formazione di gas: legumi, verdure crude, latte e latticini, pane, pasta, riso e patate, bevande gassate e caffè. Sono consentiti carni bianche, pesce e frutta sbucciata.
  • Nelle 6-8 ore precedenti è richiesto il digiuno, con la sola acqua naturale in quantità moderata.
  • La terapia farmacologica abituale va assunta regolarmente, salvo diversa indicazione, con un sorso d’acqua.

Cosa fare prima della visita: la documentazione da portare

  • Esami del sangue recenti: emocromo, sideremia e ferritina, transaminasi, gamma-GT, bilirubina, amilasi e lipasi, PCR, TSH
  • Esami specifici eventualmente già eseguiti: anticorpi per celiachia, breath test per lattosio o per Helicobacter pylori, calprotectina fecale, ricerca del sangue occulto
  • Referti di esami strumentali: ecografie addominali, gastroscopie, colonscopie, TAC o risonanze
  • L’elenco dei farmaci in uso, inclusi gastroprotettori, antinfiammatori, integratori e probiotici, con da quanto tempo vengono assunti
  • Eventuale impegnativa del medico curante, che contiene il quesito clinico

Un’annotazione utile: se si sta assumendo un gastroprotettore, va segnalato, perché può mascherare i sintomi e alterare l’esito di alcuni test, come quello per l’Helicobacter pylori.

Cosa succede dopo la visita gastroenterologica?

Lo specialista consegna un referto con l’inquadramento clinico e il programma. I percorsi possibili sono tre.

Terapia e indicazioni senza ulteriori esami, quando il quadro è chiaro: modifiche dell’alimentazione, correzione di abitudini che alimentano il disturbo, terapia farmacologica mirata e un controllo a distanza per verificare la risposta.

Accertamenti di primo livello, i più frequenti:

  • ecografia dell’addome, per fegato, colecisti, vie biliari, pancreas, milza e reni
  • esami del sangue mirati, dagli anticorpi per la celiachia ai marcatori di infiammazione
  • breath test, per intolleranza al lattosio, sovracrescita batterica intestinale o Helicobacter pylori
  • calprotectina fecale, che distingue un disturbo funzionale da un’infiammazione intestinale in atto
  • ricerca del sangue occulto nelle feci

Accertamenti endoscopici, quando indicati: gastroscopia, colonscopia o approfondimenti di secondo livello, prescritti dallo specialista e da prenotare come prestazioni a sé.

Il gastroenterologo può inoltre indirizzare verso un percorso nutrizionale, spesso decisivo nella gestione dei disturbi funzionali, o verso altri specialisti quando il quadro lo richiede.

Perché fare la visita gastroenterologica al Santagostino Roma Casilina?

Il poliambulatorio di Via di Tor Tre Teste 17 consente di comprimere i tempi tra il sospetto e la diagnosi, che nei disturbi digestivi sono spesso lunghi.

  • Ecografia dell’addome nella stessa seduta. È l’esame più frequentemente richiesto dopo una visita gastroenterologica, ed è prenotabile insieme alla visita come prestazione combinata.
  • Punto prelievi interno. Gli esami del sangue si eseguono nello stesso centro, ad accesso libero e senza necessità di prescrizione medica, con referti online.
  • Diagnostica per immagini completa. Oltre all’ecografia, la sede dispone di radiologia, TAC e risonanza magnetica chiusa da 1.5 tesla, per gli approfondimenti di secondo livello.
  • Ambulatori collegati. Nutrizione e dietetica, endocrinologia, chirurgia generale e medicina interna sono attive nella stessa sede, utile quando il percorso richiede più competenze.
  • Parcheggio ampio, un elemento pratico non trascurabile per chi si presenta a digiuno per un esame.

Direttore sanitario della sede è il dottor Francesco Fabbiano.

Quanto costa la visita gastroenterologica a Roma Casilina?

La prima visita gastroenterologica parte da 100€, comprensiva di anamnesi, esame obiettivo dell’addema e refertazione.

Il listino prevede anche:

  • visita con ecografia dell’addome superiore nella stessa seduta, a partire da 158€, per una durata complessiva di 30-40 minuti
  • visita con anoscopia, per i disturbi ano-rettali, a partire da 121€
  • visita per stitichezza e incontinenza fecale a partire da 95€
  • visita gastroenterologica di controllo a partire da 53€, prenotabile con lo stesso specialista entro sei mesi dalla prima visita
  • visita pediatrica gastroenterologica a partire da 90€

Il prezzo effettivo dipende da fascia oraria e disponibilità dello specialista, ed è indicato durante la prenotazione prima della conferma.

Come prenotare: online dal sito o dall’app del Santagostino, oppure telefonicamente al numero della sede.

Domande frequenti sulla visita gastroenterologica a Roma Casilina

Come si svolge la visita gastroenterologica?

Con un colloquio anamnestico approfondito sui sintomi, le abitudini alimentari e i farmaci assunti, seguito dall’esame obiettivo dell’addome con palpazione, e dalla definizione del programma diagnostico e terapeutico.

Cosa devo mangiare prima di una visita gastroenterologica?

Per la sola visita non serve digiuno: basta evitare pasti abbondanti nelle ore precedenti e non modificare le proprie abitudini alimentari nei giorni prima. Se è prevista anche l’ecografia dell’addome, occorre il digiuno da 6-8 ore ed evitare nelle 24 ore precedenti gli alimenti che producono gas.

La visita gastroenterologica è dolorosa?

No. La palpazione può risultare fastidiosa dove c’è infiammazione, ma il fastidio è momentaneo e rappresenta un’informazione diagnostica utile.

Quanto dura?

Circa 30 minuti, che diventano 30-40 se è associata l’ecografia dell’addome superiore.

Quanto costa la visita gastroenterologica al Santagostino Roma Casilina?

Parte da 100€. La combinazione con ecografia dell’addome superiore parte da 158€. L’importo finale varia in base a orario e disponibilità dello specialista.

Serve l’impegnativa del medico di base?

No, la visita si può prenotare in autonomia. Se si dispone di una prescrizione conviene portarla, perché indica il quesito posto dal curante.

Devo sospendere il gastroprotettore prima della visita?

Non di propria iniziativa. Va segnalato allo specialista, che valuterà se e quando sospenderlo in vista di eventuali test.

Durante la visita mi fanno la gastroscopia?

No. Gastroscopia e colonscopia sono esami distinti, prescritti dallo specialista solo se necessari e prenotati separatamente.

Dove si trova e come raggiungere Santagostino Roma Casilina

Il centro si trova in Via di Tor Tre Teste 17, Roma, nel quadrante est della città, a servizio dei quartieri Tor Tre Teste, Prenestino, Centocelle, Alessandrino, Torre Spaccata e Casilino.

In metropolitana

Metro C, fermata Torre Spaccata.

In autobus

Linea 556, fermata Tor Tre Teste/Viscogliosi. Linee 113, 150F, 313, 314, 508, 541 e N075, fermata Prenestina/Tor Tre Teste. Linea 501, fermata Tor Tre Teste/De Chirico.

In auto

La sede dispone di un ampio parcheggio.

Contatti e orari

Telefono: 06 84 000 111