Mal di gola: cause, come riconoscerlo e cosa fare
Il mal di gola è uno dei motivi più frequenti di consulto medico, e nella grande maggioranza dei casi si risolve da solo in pochi giorni. È anche uno dei sintomi su cui si concentra il maggior numero di aspettative sbagliate, prima fra tutte quella che esista un modo per farlo passare in fretta.
La domanda che porta più lontano non è come accelerarne la guarigione, ma capire di che tipo di mal di gola si tratta: perché da questo dipende se serve una terapia, quale, e quanto tempo ci vorrà.
Richiedono una valutazione medica urgente: difficoltà a respirare; incapacità di deglutire la propria saliva; voce ovattata, come se si parlasse con qualcosa in bocca; difficoltà ad aprire la bocca; gonfiore importante del collo; febbre alta con rigidità del collo e forte mal di testa; dolore marcatamente da un solo lato con gonfiore visibile della gola; comparsa di un’eruzione cutanea diffusa.
Come capire se il mal di gola è virale o batterico
È la domanda più cercata, e merita una risposta precisa: non è possibile stabilirlo con certezza guardandosi la gola allo specchio, e nemmeno un medico può farlo con la sola osservazione. La conferma arriva da un tampone faringeo, rapido o con esame colturale.
Alcuni elementi però spostano la probabilità, e conoscerli aiuta a decidere se serve una valutazione.
Orientano verso una forma virale, che è la più frequente in assoluto:
- presenza di tosse
- raffreddore e naso che cola
- raucedine o abbassamento della voce
- occhi arrossati
- febbre assente o modesta
- comparsa graduale, in un quadro di malessere generale
Orientano verso una forma batterica, in particolare da streptococco:
- febbre elevata
- placche o essudato biancastro sulle tonsille
- linfonodi del collo ingrossati e dolenti, nella parte anteriore
- assenza di tosse e di raffreddore
- comparsa improvvisa, con dolore intenso alla deglutizione
- talvolta mal di testa, mal di pancia e vomito, soprattutto nei bambini
Il criterio più utile in pratica è il primo: un mal di gola accompagnato da tosse e raffreddore è quasi sempre virale, e in quel caso gli antibiotici non hanno alcun effetto.
Perché la distinzione conta. Le forme virali si risolvono da sole e il trattamento è solo sintomatico. La faringotonsillite da streptococco può invece richiedere una terapia antibiotica, che va prescritta da un medico dopo aver documentato l’infezione: assumere antibiotici “per sicurezza” davanti a un mal di gola è una pratica diffusa, inefficace nella maggior parte dei casi e non priva di conseguenze.
Un caso a parte è la mononucleosi, frequente in adolescenti e giovani adulti: mal di gola intenso e prolungato, placche estese, linfonodi ingrossati anche dietro il collo, stanchezza marcata che dura settimane. Ha un decorso proprio e va riconosciuta, perché alcune terapie antibiotiche in questo contesto possono provocare eruzioni cutanee.
Le cause meno ovvie del mal di gola
Quando il mal di gola non passa, o torna di continuo, spesso non è un’infezione.
Il reflusso gastroesofageo. Sì, il reflusso può causare mal di gola, ed è una delle cause più sottovalutate di forme croniche. Il contenuto acido dello stomaco che risale fino a faringe e laringe produce un’irritazione che si manifesta con caratteristiche riconoscibili: peggiore al mattino, senso di corpo estraneo o di nodo in gola, raucedine, necessità di schiarirsi continuamente la voce, tosse secca, assenza di febbre. Può presentarsi anche senza il bruciore retrosternale tipico, il che rende il collegamento meno immediato.
Aria secca e respirazione orale. Dormire con la bocca aperta, per naso chiuso o per abitudine, asciuga le mucose e produce un mal di gola tipicamente presente al risveglio e che migliora nel corso della mattina. Il riscaldamento invernale e l’aria condizionata peggiorano il quadro.
Gocciolamento retronasale. Il muco che scende dal naso verso la gola, per rinite allergica o sinusite, irrita la faringe in modo continuo.
Allergie. Danno più spesso prurito, starnuti e gocciolamento, ma possono includere fastidio faringeo.
Fumo, inquinamento e sostanze irritanti.
Uso professionale o intenso della voce, che produce infiammazione laringea.
Uso di inalatori cortisonici per asma o broncopneumopatia, che può favorire una candidosi orofaringea se non si sciacqua la bocca dopo l’uso.
Tonsille criptiche, con accumulo di materiale nelle cripte tonsillari, fastidio ricorrente e alito sgradevole.
Come far passare in fretta il mal di gola
Vale la pena essere chiari: per il mal di gola virale, che è la maggioranza dei casi, non esiste un modo per accorciare i tempi. Si risolve in genere entro pochi giorni, e ciò che si può fare riguarda il sollievo.
Cosa aiuta davvero:
- bere spesso, preferendo liquidi tiepidi o freschi secondo ciò che dà più sollievo
- umidificare l’ambiente, soprattutto di notte e durante la stagione del riscaldamento
- gargarismi con acqua tiepida e sale, che attenuano il fastidio
- il miele, che ha un effetto lenitivo documentato sulla tosse e sull’irritazione faringea. Non va dato ai bambini sotto l’anno di età
- cibi morbidi, freschi o freddi, più tollerabili quando deglutire fa male
- riposo della voce, evitando anche di sussurrare, che affatica le corde vocali più del parlato normale
- evitare il fumo, attivo e passivo
- dormire con la testa leggermente sollevata, utile soprattutto se c’è una componente di reflusso
Cosa non fare:
- non assumere antibiotici avanzati da prescrizioni precedenti o consigliati da altri. Sulla forma virale non funzionano, e un uso improprio contribuisce all’antibiotico-resistenza
- non interrompere un antibiotico prescritto appena si sta meglio
- non ricorrere a rimedi aggressivi come gargarismi con sostanze non indicate
Sui farmaci sintomatici. La domanda su quale sia il farmaco più efficace è tra le più cercate, e la risposta è che la scelta dipende dalla causa, dall’età, dalle condizioni cliniche e dalle altre terapie in corso, e spetta al medico o al farmacista. Il punto rilevante è un altro: nessun farmaco sintomatico cura il mal di gola, controlla il fastidio mentre il quadro si risolve. Se il dolore richiede farmaci per più giorni consecutivi o non accenna a migliorare, il problema non è trovare il prodotto giusto ma capire la causa.
Quando rivolgersi al medico
- il mal di gola dura da più di una settimana senza migliorare
- la febbre è alta o persiste per più giorni
- ci sono placche e linfonodi ingrossati senza tosse né raffreddore
- deglutire è molto difficile
- gli episodi si ripetono più volte l’anno
- il fastidio è cronico, con senso di corpo estraneo, raucedine mattutina o necessità continua di schiarirsi la voce
- la voce è abbassata da più di tre settimane, in particolare in chi fuma
- il dolore è da un solo lato e persiste
- è presente difficoltà a deglutire che peggiora nel tempo
Nelle forme croniche, l’inquadramento otorinolaringoiatrico serve anche a stabilire se l’origine sia realmente faringea o se, come accade spesso, il punto di partenza sia gastroesofageo: in quel caso il percorso prosegue con una valutazione gastroenterologica.