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Congiuntivite: come riconoscerla e cosa fare

La congiuntivite è l’infiammazione della congiuntiva, la membrana trasparente che riveste la superficie interna delle palpebre e la parte bianca dell’occhio. È la causa più frequente di occhio rosso, ma non l’unica, e questa distinzione è il punto da cui conviene partire.

L’occhio rosso, infatti, accompagna condizioni molto diverse tra loro: alcune si risolvono da sole in una settimana, altre possono compromettere la vista se non trattate rapidamente. Il criterio che le separa non è quanto è rosso l’occhio, ma se sono presenti dolore vero e calo della vista.

Non è una semplice congiuntivite, e richiede una valutazione oculistica urgente, un occhio rosso associato a: dolore oculare intenso, riduzione della vista, forte fastidio alla luce, aloni colorati attorno alle sorgenti luminose, pupilla di forma o dimensione anomala, o comparsa dopo un trauma o l’ingresso di una sostanza chimica. Chi porta lenti a contatto e sviluppa occhio rosso con dolore deve rimuoverle e farsi valutare senza attendere.

Come si fa a capire se si ha la congiuntivite

La congiuntivite ha un profilo riconoscibile.

Sintomi tipici:

  • arrossamento diffuso della parte bianca dell’occhio, più marcato verso i fornici e meno attorno all’iride
  • sensazione di corpo estraneo, di sabbia o di bruciore
  • secrezione, di aspetto variabile secondo la causa
  • lacrimazione
  • palpebre gonfie o appiccicate al risveglio
  • prurito, dominante nelle forme allergiche

Cosa invece non appartiene al quadro della congiuntivite semplice:

  • dolore profondo, diverso dal bruciore superficiale
  • calo della vista che non si risolve ammiccando
  • fotofobia intensa, cioè un fastidio alla luce che costringe a chiudere l’occhio
  • arrossamento concentrato attorno all’iride invece che diffuso

Quando compaiono questi elementi il sospetto si sposta verso altre condizioni: cheratite, cioè infiammazione della cornea, uveite, glaucoma acuto, corpo estraneo, abrasione corneale. Sono quadri che richiedono una valutazione specialistica, non l’attesa.

Va detto anche che un arrossamento improvviso, intensamente rosso, ben delimitato e completamente indolore è di solito un’emorragia sottocongiuntivale: un piccolo vaso che si rompe. Ha un aspetto molto più preoccupante di quanto sia, e si riassorbe da sola in una-due settimane.

Cosa può causare la congiuntivite

Congiuntivite virale

È la forma più frequente. Spesso compare durante o dopo un’infezione delle vie respiratorie, con raffreddore o mal di gola.

Come si riconosce: secrezione acquosa e trasparente, occhio molto lacrimoso, frequente gonfiore del linfonodo davanti all’orecchio. Inizia tipicamente da un occhio e coinvolge l’altro nei giorni successivi.

È molto contagiosa, e lo resta per diversi giorni.

Congiuntivite batterica

Come si riconosce: secrezione densa, giallastra o verdastra, che tende a riformarsi durante la giornata e che al risveglio incolla le ciglia.

È più comune nei bambini ed è anch’essa contagiosa.

Congiuntivite allergica

Come si riconosce: il sintomo dominante è il prurito, non il bruciore. Colpisce entrambi gli occhi contemporaneamente, si associa spesso a starnuti, naso che cola e prurito nasale, e ha un andamento stagionale o legato all’esposizione a un allergene, come pollini, acari, peli di animali.

Non è contagiosa e tende a ripresentarsi negli stessi periodi dell’anno.

Congiuntivite irritativa

Provocata da agenti fisici o chimici: cloro delle piscine, fumo, smog, aria condizionata, vento, prodotti cosmetici, esposizione prolungata a schermi con riduzione della frequenza di ammiccamento. Non è contagiosa e migliora rimuovendo la causa.

Altre cause

Uso scorretto o prolungato di lenti a contatto, occhio secco cronico, blefarite, ostruzione delle vie lacrimali, in particolare nei neonati.

La congiuntivite del neonato merita sempre una valutazione medica, senza tentativi di gestione autonoma.

La congiuntivite guarisce da sola?

Dipende dalla causa, e la risposta onesta è: in molti casi sì, ma non sempre, e non è possibile stabilirlo osservando l’occhio allo specchio.

La forma virale è tipicamente autolimitante: si risolve nell’arco di una-due settimane senza terapie specifiche, spesso peggiorando nei primi giorni prima di migliorare. Non esiste un trattamento che la accorci, e gli antibiotici non hanno effetto sui virus.

La forma batterica può risolversi spontaneamente in una parte dei casi, ma può anche richiedere una terapia mirata, che va prescritta da un medico.

La forma allergica non guarisce da sola nel senso proprio: si attenua quando cessa l’esposizione all’allergene e si ripresenta quando l’esposizione riprende. Il trattamento è sintomatico e, quando possibile, preventivo.

Il criterio pratico: se dopo alcuni giorni il quadro non accenna a migliorare, se peggiora, se compare dolore o se la vista cambia, la valutazione non va rimandata.

Come si fa a far passare la congiuntivite

Le misure che si possono adottare in autonomia sono di igiene e sollievo, non di terapia.

Cosa aiuta:

  • lavare spesso le mani, prima e dopo aver toccato gli occhi
  • detergere delicatamente le secrezioni con garze sterili monouso, una per occhio, muovendosi dall’angolo interno verso l’esterno
  • impacchi freschi nelle forme allergiche e irritative, che attenuano prurito e gonfiore
  • sospendere le lenti a contatto fino alla completa risoluzione, e sostituire quelle utilizzate durante l’episodio
  • sospendere il trucco degli occhi ed eliminare i cosmetici usati nei giorni precedenti, perché possono essere contaminati
  • usare asciugamani e federe personali, cambiandoli spesso
  • ridurre l’esposizione all’allergene, quando è noto, e sciacquare gli occhi dopo essere stati all’aperto nei periodi di pollinazione

Cosa non fare:

  • non usare colliri avanzati da episodi precedenti né consigliati da altri. È l’errore più comune e il più rilevante. In particolare i colliri contenenti cortisone non vanno mai usati di propria iniziativa: possono peggiorare in modo grave alcune infezioni oculari, in particolare quelle da herpes, e un uso prolungato può alzare la pressione interna dell’occhio
  • non usare antibiotici senza indicazione medica: sulla forma virale, che è la più frequente, non hanno alcun effetto
  • non ricorrere a rimedi casalinghi come camomilla, tè o soluzioni improvvisate applicate sull’occhio
  • non toccarsi o strofinarsi gli occhi, che peggiora l’infiammazione e diffonde l’infezione
  • non condividere asciugamani, federe, colliri o cosmetici

Sulla contagiosità. Le forme virali e batteriche si trasmettono per contatto diretto e attraverso oggetti. Nei giorni sintomatici è prudente evitare la condivisione di spazi ristretti e oggetti personali; per la frequenza di scuola o lavoro l’indicazione va concordata con il medico, che valuta la forma e la fase.

Quando prenotare una visita oculistica

  • il quadro non migliora dopo alcuni giorni, o peggiora
  • la secrezione è abbondante e densa e si riforma continuamente
  • compare dolore o fastidio marcato alla luce
  • la vista è cambiata, anche lievemente
  • si tratta di un neonato o di un bambino piccolo
  • chi ne è colpito porta lenti a contatto
  • gli episodi si ripetono più volte l’anno
  • è presente una patologia oculare nota o si è subito un intervento agli occhi
  • si è immunodepressi o in terapia immunosoppressiva

Nelle forme che si ripetono con andamento stagionale, l’inquadramento utile non è solo oculistico ma anche allergologico: identificare l’allergene responsabile permette di impostare una prevenzione, invece di trattare ogni volta i sintomi. Il poliambulatorio di Roma Casilina dispone di entrambi gli ambulatori nella stessa sede.